Cecenia, anno III by Jonathan. Littell

By Jonathan. Littell

Jonathan Littell period già stato nella repubblica caucasica durante le guerre del '96 e del '99, quando "la vita di un uomo non valeva un copeco", con l'ong "Action contre los angeles faim". Vi è tornato recentemente, soggiornando alcune settimane prima a Mosca poi in Cecenia. los angeles Grozny che ritrova è una città nuova di zecca, come appoggiata sopra quella distrutta da anni di guerra, impegnata a trasmettere un'illusione di normalità, di nazione pacificata. C'è una nuova moschea, copia esatta della Moschea Blu di Istanbul, i bulbi dorati della cattedrale ortodossa brillano fintamente ecumenici, c'è persino un monumento ai giornalisti morti according to los angeles libertà di parola, mentre l. a. grande through centrale ora si chiama Prospekt Putin. Ma basta poco all'autore delle Benevole according to accorgersi di cosa si nasconde dietto l. a. facciata della ricostruzione: il dittatore onnipotente, ex muftì indipendentista, Ramzan Kadyrov si è insediato nel 2002 in step with volontà di Putin; le violenze continuano feroci, sono solo più selettive; gli ex ribelli vengono cooptati a partecipare alla dura repressione; l. a. corruzione dilaga; in step with contrastare l'islam dei combattenti viene promosso un islam detto "tradizionale". I1 suo diventa un reportage lucido e terribile su un inferno solo ufficialmente "pacificato".

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Questa semiotica ostentatoria del potere ceceno potrebbe far sorridere, ma non è priva di interesse. I codici sono molto precisi: in un mondo dove ciascuno cerca di mostrare, con ogni mezzo, il proprio posto nell'ordine delle cose, a quanto pare più si sta in alto e più ci si può permettere la disinvoltura, meno si è costretti a esibirsi. Persino la guardia del corpo addetta alla sicurezza si adegua: i suoi sottoposti dell'SBP, il servizio di sicurezza presidenziale, indossano tutti un'uniforme nera attillata e nuova di zecca, talvolta completata da una maglietta con la scritta antiterror, in lettere cirilliche bianche, o da un berretto, anch'esso nero, con il logo tsentoroj, il villaggio natale di Ramzan; lui, invece, se ne va in giro in jeans, con una pistola infilata nella cintola e, al polso, un orologio d'oro con la bandiera cecena sul quadrante.

Den' stroitelej Poiché, come tutti sanno, Ramzan Kadyrov, giovane presidente della Cecenia, è «il più grande costruttore del mondo», è una fortunata coincidenza che il visitatore straniero arrivi a Groznyj un 27 aprile, alla vigilia del Den' stroitelej, la «Giornata dei costruttori», cosi denominata per festeggiare il quinto anniversario del ministero dell'Edilizia. Quel giorno Tamir, giovane addetto stampa ceceno incaricato di assistere me e il fotografo Thomas Dworzak, ci aveva dato appuntamento nel teatro della città; in piedi accanto a lui, nell'atrio principale, davanti a un enorme e rutilante pianoforte a coda affiancato dai ritratti di Kadyrov padre e figlio, ho osservato la nomenclatura cecena fare il suo ingresso, e oltrepassare in fila indiana i metal detector piantonati da un cordone di forze speciali degli omon.

Il principio della mia visita in Cecenia è stato tempestivamente accettato, ma le lungaggini burocratiche mi hanno impedito di recarmi nel paese, insieme al fotografo Thomas Dworzak, prima della fine di aprile 2009. Ci siamo rimasti due settimane, e abbiamo potuto muoverci liberamente e incontrare chi volevamo, ma alla fine non siamo riusciti a ottenere un incontro con Kadyrov. Poi, fino a giugno, ho realizzato una serie di interviste in varie città europee e a Mosca. Allora ho scritto una prima versione di questo reportage, che s'inquadrava in una prospettiva nel complesso ottimista.

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